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La postura corretta: il segreto per una meditazione profonda

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Vista la sua ampia diffusione, forse già sai che la pratica della meditazione insegna a calmare la mente e a risvegliare la consapevolezza della connessione tra la mente ed il corpo.

A proposito di meditazione, una delle richieste più frequenti che ricevo riguarda proprio i consigli su quali posizioni si possono usare durante questa pratica.

Per questo, oggi voglio parlarti degli elementi fondamentali per una corretta postura, offrendoti una panoramica completa non solo del “come” ma anche del “perché” la postura è così fondamentale nella pratica della meditazione.

Esistono tante posture adatte a questa pratica e ognuna è contraddistinta da benefici specifici; prima di andare nello specifico di ciascuna, però, partiamo da una premessa. 👇

Ciò che è importante, a prescindere da quale postura si sceglie, è prediligere le asana che ci fanno sentire comodi, quindi, sfatiamo subito il mito secondo il quale per meditare bisogna stare seduti nella famosa posizione del loto, a gambe incrociate.

Questa premessa è davvero importante perché, per poter entrare nella pratica meditativa in modo efficace è fondamentale che il corpo sia in una posizione comoda, dal momento che ciò che succede nel corpo influirà sulla mente e, di conseguenza, sulla qualità della pratica.

Altro elemento altrettanto importante da considerare è che la postura per la meditazione non riguarda solo la posizione delle gambe.

Esistono altri aspetti da tenere in considerazione, come: 👇

  • Allineamento della colonna vertebrale: la colonna dovrebbe essere dritta ma non rigida, seguendo la sua curvatura naturale. Questo aiuta a sostenere il corpo senza sforzo eccessivo e permette una migliore circolazione dell’energia attraverso i centri energetici del corpo.
  • Posizione del mento e della testa: il mento dovrebbe essere leggermente reclinato verso il basso, allineando così anche le vertebre cervicali. Questo evita tensioni al collo e favorisce l’allineamento generale del corpo. Per gli stessi motivi è importante rilassare le spalle, spingendole leggermente indietro e dando spazio all’apertura del cuore.
  • Stabilità della base: sedersi in modo che i glutei e le ossa ischiatiche siano ben posizionate e stabili è fondamentale per sostenere il resto del corpo e mantenere il suo peso ben distribuito. Se si utilizza un cuscino o un qualsiasi altro supporto, questo dovrebbe aiutare a inclinare leggermente il bacino in avanti, facilitando un allineamento naturale.
  • Posizione delle mani: anche le mani fanno parte della postura, possono riposare comodamente sulle cosce, con i palmi verso l’alto o verso il basso, o essere posizionate in uno specifico mudra (gesto). La scelta dipende dal tipo di meditazione praticata e da preferenze personali.
  • Lasciati guidare dal respiro: la respirazione può aiutare a mantenere una postura corretta. Ad ogni inspirazione, concentrati per allungare la colonna verso l’alto. Ad ogni espirazione, rivolgi l’attenzione verso l’osso sacro e, come le radici di un albero all’interno del terreno, cerca di radicare la tua posizione a terra, fino a sentire completamente stabile e solida la base della posizione che hai deciso di assumere.
  • Attenzione anche agli occhi: prima di iniziare la meditazione decidi se farla ad occhi chiusi od aperti. Se decidi di meditare ad occhi aperti, ricordarti di mantenere lo sguardo calmo e rilassato. Se decidi di praticare ad occhi chiusi, ricordati di mantenere uno stato conscio.

Le posture per meditare

Andando più nello specifico delle posture per la meditazione, ne esistono di diversi tipi, come dicevo all’inizio.

Quando pensiamo alla meditazione, probabilmente, la prima posizione che ci viene in mente è Sukhasana, la posizione seduta a gambe incrociate.

Possiamo considerare Sukhasana come l’asana più comoda e semplice da assumere, ottima soprattutto per chi è alle prime esperienze con la pratica meditativa.

Esistono una serie di varianti a questa posizione di partenza, vediamo insieme le principali:

  • Il mezzo loto: ci si siede a gambe incrociate portando poi la gamba sinistra sopra il polpaccio destro (o viceversa). Il collo del piede sinistro dovrebbe essere appoggiato in corrispondenza dell’anca destra, mantenendo la pianta del piede rivolta verso il soffitto. Se si senti fastidio al ginocchio, è meglio assumere una posizione più semplice a gambe incrociate.
  • Il loto completo (Padmasana): qui le gambe sono incrociate con entrambi i piedi posizionati in corrispondenza delle anche opposte. Come per il mezzo loto, è sconsigliato usare questa asana se si sente fastidio alle ginocchia. Quel fastidio può dipende dall’apertura delle anche o da rigidità alle ginocchia.
  • Seiza: questa è la posizione tradizionale utilizzata nella cultura giapponese, in cui ci si siede sui polpacci lasciando le mani appoggiate sulle ginocchia
  • Virasana: partendo dalla posizione Seiza, la differenza con quest’ultima consiste nel sedersi tra i polpacci. Se non si riesce a portare i glutei a terra, si può posizionare un cuscino o un supporto in mezzo alle gambe al fine di rendere più confortevole la posizione.

Adattamenti della postura per diverse esigenze

La meditazione è una pratica inclusiva e accessibile a tutti, come lo yoga.

È vero, trovare una postura comoda può essere a volte una sfida, specialmente all’inizio e per coloro che hanno limitazioni fisiche e dolori.

Fortunatamente, esistono diverse opzioni e adattamenti che possono aiutare a trovare la postura meditativa ideale per il proprio corpo, come: 👇

  • Utilizzo di supporti: coperte arrotolate, cuscini, zafu (cuscini rotondi di meditazione) o panche possono aiutare a sollevare i fianchi per mantenere le ginocchia in posizione comoda e facilitare l’allineamento della colonna vertebrale. Può essere utile posizionare anche dei blocchi sotto le ginocchia.
  • Meditazione su sedia: questa è un’ottima opzione per chi ha difficoltà a sedersi a terra. Sedersi su una sedia con i piedi ben radicati a terra e la schiena dritta (e senza appoggiarsi allo schienale) permette di meditare senza alcuno sforzo, soprattutto per le gambe.

Ascoltare il proprio corpo e adattare la pratica per soddisfare le proprie esigenze fisiche è la regola numero uno per la scelta della posizione.

A volte mi viene chiesto se si può praticare la meditazione da sdraiati: personalmente la sconsiglio, per il semplice fatto che lo stato di rilassatezza dato dalla pratica concilia il sonno.

Se vuoi sperimentare la posizione da sdraiato, suggerisco di mantenere le gambe piegate al fine di mantenere uno stato di coscienza consapevole.

Ricordati che l’obiettivo principale della meditazione è di ottenere una rilassatezza cosciente, finalizzata ad osservare la mente in modo neutrale e sereno.

I benefici di una postura corretta

Mantenere una postura corretta durante la meditazione non solo migliora l’esperienza meditativa in sé, ma offre anche una serie di benefici fisici, mentali e spirituali.

Conoscere questi vantaggi può sicuramente motivare tutti i praticanti a dedicare particolare attenzione alla postura.

  • Benefici fisici: una corretta postura supporta una respirazione più profonda e controllata, essenziale per raggiungere stati profondi di rilassamento e consapevolezza. Inoltre, un buon allineamento della colonna vertebrale riduce dolore e disagio, e previene anche problemi a lungo termine legati a schiena, collo e spalle.
  • Benefici mentali: una postura meditativa comoda e corretta aiuta a mantenere la mente focalizzata e libera dalle distrazioni causate dal disagio fisico, aiuta quindi a mantenere la mente chiara e focalizzata, riducendo la probabilità di divagare in pensieri. Questo consente una maggiore concentrazione e facilita l’accesso a uno stato meditativo più profondo, migliorando la qualità generale della pratica meditativa.
  • Benefici spirituali: la disciplina nel mantenere una postura corretta è intesa spesso anche come un atto di rispetto verso se stessi e per la propria pratica spirituale. Questo impegno è fondamentale per approfondire la connessione spirituale e nutrire pace interiore e benessere complessivo.

La meditazione è una pratica che richiede tempo. Mantenere la costanza nella pratica e avere pazienza nel percorso è fondamentale per ottenere tutti i benefici della meditazione.

Non mi resta che augurarti buona pratica!

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