Buon inizio Maggio! 🌸
Come stai?
Sono qui a scriverti per condividere con te la nostra newsletter mensile, il nostro momento per approfondire, riflettere ed esplorare insieme una piccola parte del meraviglioso mondo dello yoga.
Stavolta, dedichiamo questo appuntamento ad una sfumatura di questa disciplina di cui parlo spesso: lo yoga come viaggio interiore.
Ma prima di tutto lascia che ti spieghi il significato del nome di questa newsletter…
Sappi che tutto vibra e ha origine da una vibrazione e questo succede perché tutto è energia: l’intero universo è fatto di energia e nulla al suo interno fa eccezione.
Tra le infinite frequenze, prendiamo nello specifico la frequenza 432 Hz: è quella a cui vibra il nostro pianeta e che ci permette di entrare in risonanza con il suo cuore, con la natura e gli elementi (non è un caso che la musica a 432 Hz sia perfetta per attività come la meditazione, la visualizzazione e la pratica in generale!).
Noi umani siamo parte della natura e ne beneficiamo sia fisicamente che spiritualmente quando siamo strettamente connessi con essa; ecco perché entrare in risonanza con questa frequenza porta più armonia ed equilibrio nella vita.
Ora, però, torniamo a noi e al nostro tema del mese di Maggio!
Nel vasto universo delle pratiche esistenti oggi, lo yoga si distingue come un’opzione unica che va oltre il semplice esercizio fisico, toccando le sfere mentali ed emotive di chi lo pratica.
Non è un caso che milioni di persone in tutto il mondo srotolino il loro tappetino ogni giorno, alla ricerca di qualcosa di più di una semplice attività fisica.
Il richiamo dello yoga, infatti, spesso arriva anche da un bisogno di armonia interna.
Praticare questa disciplina significa, in qualche modo, scegliere di ascoltare le esigenze non solo del proprio corpo, ma anche della propria anima. ✨
Questo perché, a differenza di altre attività, lo yoga invita a una connessione più profonda con se stessi, promuovendo equilibrio e unione tra tutte le parti del nostro essere: mente, corpo e spirito.
D’altronde, viviamo vite così frenetiche che non c’è da meravigliarsi se stiamo cercando un modo o un mezzo per riunire tutte queste parti di noi.
Sì, siamo interi, completi e perfetti, ma durante le giornate dai ritmi folli che viviamo, spesso, non ce ne accorgiamo.
È così che lo yoga diventa un’opportunità per riunire tutte le frammentate parti di noi in un tutto armonico. 🧘🏼♀️
Il tappetino diventa una zattera di salvataggio, un luogo sicuro dove esplorare il proprio mondo interiore: chiudendo gli occhi e sintonizzandoci con il nostro respiro, iniziamo un viaggio di auto-esplorazione che attraversa i territori più invisibili di noi.
Lo yoga ci permette di riconoscere e accogliere le nostre necessità interne e questo è fondamentale per il nostro viaggio di auto-scoperta, miglioramento e crescita.
Detto tutto questo, è chiaro che lo yoga non è soltanto un’opzione tra tante, ma una scelta profonda che può trasformare la vita.
Ma com’è possibile che la pratica dello yoga, fatta di movimento e respiro, concentrazione e silenzio, abbia un’influenza così profonda in noi e nelle nostre vite?
Vediamolo insieme!
Come lo yoga influenza le nostre vite
Partiamo da una premessa: ormai si sa, la relazione tra corpo e mente è un fatto certo. La mente e il corpo non sono separati, ciò che coinvolge l’uno coinvolge anche l’altro.
I nostri pensieri, sentimenti, credenze e atteggiamenti possono influenzare positivamente o negativamente anche il nostro funzionamento biologico perché senza dubbio c’è una connessione mente-corpo.
Ciò che facciamo con il nostro corpo (quello che mangiamo, quanto pratichiamo e persino la nostra postura) può influire sul nostro stato mentale, positivamente o negativamente.
E ogni stato mentale ha una fisiologia associata ad esso che può essere sentita come un effetto positivo o negativo nel corpo fisico.
Il corpo, inoltre, prova emozioni: quando si verificano stati emotivi come tristezza, gioia o rabbia, si verificano sensazioni fisiologiche in diverse aree del corpo.
Ad oggi esistono numerose pratiche che si concentrano sul diventare più consapevoli di tutte queste connessioni.
Gli antichi yogi, che avevano avuto questa chiara intuizione alcuni millenni fa, fondano i principi e le tecniche di questa disciplina proprio su questa connessione indissolubile tra corpo e mente.
Per creare armonia in questa connessione, lo yoga si serve di alcuni strumenti; tutti, anche quelli che sembrano più concentrati su un lavoro con il corpo, in realtà, hanno l’intento più profondo di accompagnarci alla scoperta di un viaggio interiore.
Vediamoli uno ad uno…
👉🏻 Asana
Sono un mezzo di studio e di esplorazione del nostro corpo che non è fatto solo di carne ed ossa, muscoli e articolazioni, ma è un bagaglio di informazioni raccolte da altre varie fonti come i pensieri, le emozioni, i ricordi.
Quindi, il corpo e il contatto con esso attraverso il movimento, diventano anche i mezzi per studiare e osservare i pensieri e le emozioni, questo perché ogni parte di noi funziona insieme, tutto è connesso, anche se tendiamo a pensarci sempre separati.
👉🏻 Respiro
Un altro strumento che ci mette a disposizione lo yoga è il pranayama, l’esplorazione della nostra energia vitale attraverso il respiro a cui possiamo dare mille forme, tutte diverse.
Ogni nostro stato d’animo è accompagnato da un modo di respirare ben preciso (di questo ad oggi ci sono numerosi studi) e il cambiamento del respiro avviene senza che ne siamo consapevoli, ma quando interferiamo consapevolmente sul respiro tramite un pranayama, possiamo entrare in contatto con parti molto profonde di noi, come le emozioni.
Inoltre, il nostro respiro è uno specchio della nostra mente.
Se riusciamo a rendere il nostro respiro sempre più sottile, rilassato e cosciente, così sarà anche la nostra mente; inoltre, poiché non esiste dualismo tra mente e corpo, il nostro corpo diventerà anche più chiaro, più calmo e più rilassato.
Questa interdipendenza tra respiro e coscienza o tra corpo e mente, diventa trasparente nella meditazione…
👉🏻 Meditazione
Questa pratica ci permette di osservare i nostri processi mentali, il ritmo incessante dei nostri pensieri, il nostro dialogo interiore. Diventare consapevoli delle proprie emozioni e dei propri pensieri è una grandissima fonte di conoscenza di sé.
La meditazione dà la possibilità di sperimentare la propria autentica natura che, come suggerisce la tradizione dello yoga, è un’essenza incondizionatamente luminosa, gioiosa e saggia.
Questo è un momento nel quale possiamo guardarci dentro e guardarci senza filtri, senza pregiudizi, senza raccontarci bugie. È un momento di assoluta verità nel quale abbiamo la grandissima opportunità di poterci mettere a nudo e capire chi siamo veramente.
Per “chi sono” si intende chi sono oltre e al di là di tutti gli involucri e gli abiti che indosso, al di là delle etichette che mi addosso io o che mi addossano gli altri.
In conclusione, possiamo dire che l’intera pratica di yoga ci permette di svolgere uno studio profondo di noi stessi, ci consente di ascoltarci, di capire come reagiamo a determinati stimoli, come ci miglioriamo nel tempo e quali sono i cambiamenti che si attivano dentro di noi.
Quando ci concediamo l’opportunità di andare verso l’interno, di entrare in sintonia con il nostro vero io, scopriamo chi siamo, cosa portiamo, scopriamo il Dharma.
Attraverso l’uso del respiro, del movimento, del silenzio e della quiete permettiamo a noi stessi di essere. Ci sediamo, ci muoviamo e ci impegniamo con noi stessi nella nostra interezza: la nostra felicità e le nostre ferite, le nostre gioie e le nostre lacrime, le nostre speranze e paure.
Tip 1: Svadhyaya – Studio di sè 🧘🏼
Il termine Svadhyaya si traduce come lo studio di sé per raggiungere piena consapevolezza di noi stessi.
Ma cosa si intende?
Studiarsi significa guardarsi da un punto di vista più profondo, più introspettivo, alla ricerca della verità e dell’autenticità.
Per chi pratica yoga regolarmente, questo studio può essere semplicemente la pratica quotidiana sul tappetino.
Tramite tutti gli strumenti che ci mette a disposizione lo yoga, come abbiamo visto in questa newsletter, ci si osserva e si prende coscienza di piccole e grandi parti di sé che, come pezzi di un puzzle, una volta uniti ci permettono di avere un’immagine più chiara e definita di chi siamo.
Tradizionalmente, con Svadhyaya si intendeva anche lo studio dei testi sacri; leggere ciò che hanno lasciato grandi maestri può trasformare il modo di affrontare la vita in modo straordinario e risvegliare le più elevate potenzialità interiori.
Essere accompagnati, ogni tanto, da parole di saggezza, di forza e di fiducia può portare una eco di positività e bellezza ad ogni nostro pensiero.
E se è vero che diventiamo i nostri pensieri, se cambi i tuoi pensieri anche la tua vita cambia.
Lo studio di sé è un percorso di distinzione tra essenza e tutto ciò con cui ci identifichiamo, sbagliando. È un percorso di alleggerimento da strati che oscurano l’essenza luminosa e pura che tutti abbiamo dentro.
Tip 2: il Dharma✨
In generale, Svadhyaya è strettamente connesso alla domanda universale che ci poniamo continuamente senza saperlo: chi sono?
È strettamente connesso alla ricerca che svolgiamo dentro ogni angolo di realtà, mentre pensiamo di cercare altro, per scoprire qual è il nostro compito, la nostra missione, il nostro Dharma.
Dharma è una parola molto diffusa nell’ambito dello yoga e ha molti significati: il più delle volte viene tradotta come “dovere”, “legge cosmica e naturale”, ma anche “il modo in cui le cose sono” e “ciò che mi sostiene”.
Il Dharma corrisponde alla propria natura, la propria “tendenza naturale”, diversa per ciascuno di noi.
È l’insieme delle nostre caratteristiche che ci permettono di compiere il percorso della vita per trarre il massimo da questa esperienza terrena.
Si tratta, dunque, di vivere in sintonia con la legge universale che ci porta alla massima espressione di noi stessi.
Se osserviamo la natura con attenzione ci rendiamo conto che tutto il movimento che la caratterizza è permeato da una saggezza ed un ordine straordinari: tutto si manifesta come una danza guidata da una melodia universale.
Noi stessi siamo parte di questa armonia e dovremmo partecipare a questa danza per essere felici. ☺️
Lo yoga è un viaggio meraviglioso per le nostre anime e spero che questa newsletter ti abbia aiutato a capirlo ancora di più.
Prima di augurarti un buon viaggio nello yoga e uno splendido Maggio, ti lascio il il mantra per questo mese:
“Lo yoga è un intimo viaggio verso l’essenza più pura della tua anima”
Ora tocca a te! Mettiti alla prova con questo quiz: https://yogaacademy.it/quiz-del-mese-yoga-viaggio-interiore/
Ti abbraccio,
Denise

