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La mia vida yoga

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Indice dei Contenuti

Approfondimento scritto da Elisa Mariotto, nuova insegnante di Hatha Vinyasa ispirato al Body Mind Flow

Cosa significa per me portare lo yoga nella vita quotidiana?
E quali effetti “collaterali” ha avuto lo yoga sulla mia vita, dentro e
fuori dal tappetino?

Mi sono fatta queste domande esattamente un anno fa, all’inizio del mio Teacher Training, ma ho deciso di darmi tempo per trovare la risposta.

Mi sono promessa che per un anno mi sarei osservata, con più consapevolezza, lasciando che lo yoga mi mostrasse cosa fosse capace di fare.

Un rapporto Noia-Amore

Per anni, lo yoga è stato per me una relazione “tira-e-molla”.
Fin da piccola ero affascinata dall’India, dai suoi colori e dal suo misticismo, ma la pratica… alternavo momenti di entusiasmo a lunghi periodi di pausa, l’insegnante proponeva lezioni piuttosto statiche e io avevo vent’anni e respirare e parlare di filosofia spesso mi annoiava, sentivo che avevo bisogno di muovermi e che forse stavo sprecando tempo.

Così mollavo e mi buttavo in attività più dinamiche come kickboxing, corsa, sollevamento pesi, zumba. Ma puntualmente lo yoga mi tornava in testa, e io ci riprovavo.

Facevo una lezione ogni tanto, soprattutto per sentirmi più flessibile o per scaricare lo stress. Mi affascinava qualche accenno di filosofia yogica che veniva dato a lezione, ma tutto finiva lì: qualche ora di benessere temporaneo e niente di più.

Poi, quattro anni fa, è successo qualcosa. Ho trovato un’insegnante e uno stile che risuonavano davvero con me. E forse era semplicemente arrivato il momento giusto: ero pronta ad accogliere ciò che lo yoga aveva da offrirmi. Da quel momento è iniziata una trasformazione lenta, silenziosa e senza ritorno.

La trasformazione silenziosa

All’inizio, pensavo che lo yoga mi avrebbe aiutata a diventare più flessibile, magari a tonificarmi un po’ e, se possibile, a tenere sotto controllo la mia ansia e la mia irrequietezza (e già se questo è vero, “tanta robba”).

Con il tempo ho capito che lo yoga può essere anche molto più di questo.

È una pratica che lavora su ogni aspetto della vita, spesso in modo così graduale che c’ho messo molto tempo a rendermene conto.

Ero molto disciplinata, tornavo sul tappetino quasi ogni giorno. Eppure c’erano momenti di frustrazione perché certe posizioni non mi riuscivano, perché non sono geneticamente flessibile, o perché nonostante gli anni di “esperienza” la mia mente continuava a vagare mentre praticavo.

Ma goccia dopo goccia, qualcosa ha iniziato a cambiare.
Non in modo spettacolare, ma costante.

Quella pratica quotidiana non stava solo modificando il mio corpo, stava cambiando il mio modo di relazionarmi con me stessa. E, di riflesso, con il mondo.

Il boost del Teacher Training

Quando ho deciso di iscrivermi al corso di formazione per insegnanti di yoga, l’ho fatto per approfondire. Non ero certa che l’insegnamento fosse la mia strada, ma volevo immergermi più a fondo, capire davvero lo yoga.

Quella scelta è stata un acceleratore. Ho imparato strumenti pratici, ho esplorato la filosofia yogica e ho capito come applicarla nella vita di tutti i giorni. E mi sono messa alla prova. Ho affrontato paure che mi portavo dietro da sempre, come parlare in pubblico.

Ma soprattutto, il Teacher Training mi ha regalato qualcosa a cui tengo moltissimo: persone straordinarie. Le relazioni che ho costruito durante quella formazione sono un dono. Legami di amicizia, stima e affetto che, nonostante il tempo e la distanza, continuano a crescere.
Lo yoga fuori dal tappetino

La magia dello yoga non si ferma alla pratica fisica.

Mi ha insegnato ad ascoltare il mio corpo, a cogliere i segnali che spesso la mente filtra o ignora. Sul tappetino ho imparato a chiedermi come sto, cosa sento, quali sono i miei limiti e confini. E questa consapevolezza si è estesa alla mia vita quotidiana.

Ed è proprio grazie ad aver imparato ad ascoltare i segnali del mio corpo sul tappetino che tutte queste che ora sembrano magie sono diventate possibili.

Oggi mi capita spesso di fermarmi, di respirare e osservare me stessa con più gentilezza. Quando sento l’ansia o la tensione arrivare, so che posso usare il respiro per ritrovarmi. Anche se la meditazione tradizionale non è ancora una pratica costante per me (work in progress) ho scoperto altre forme di attenzione cosciente: il free movement, la camminata consapevole o il semplice stare in silenzio, senza cercare distrazioni o intrattenimenti.

Un viaggio di scoperta lungo una vita

Ho imparato ad apprezzare il mio corpo per quello che è, a trattarlo con rispetto e amore. Il mio rapporto con il cibo è diventato più sereno: non ci sono più sensi di colpa, ma solo l’ascolto di ciò di cui il mio corpo ha davvero bisogno.

Tutto questo è iniziato sul tappetino, ma ora fa parte della mia vita.

Lo yoga è un seme. Non importa da dove parti: dallo stress, dalla voglia di rimetterti in forma o dal semplice bisogno di staccare. All’inizio, potresti non vedere grandi cambiamenti, potresti pensare che non stia succedendo nulla.

Ma l’ho provato io stessa, ogni volta che torni sul tappetino, stai piantando un seme. E quel seme, con il tempo, germoglierà. Per me, lo yoga è stato un faro nei momenti difficili, una guida per imparare a vivere con più consapevolezza e gratitudine.

Non è magia, ma una bellissima conseguenza. Sono solo all’inizio di questo cammino, ma so che è un viaggio di scoperta che durerà per tutta la vita.
Lo yoga potrebbe sorprenderti, proprio come ha fatto con me 😉

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