Ciao, come stai?
Spero che questo dicembre ti accompagni al meglio verso la fine dell’anno, regalandoti anche momenti di quiete e riflessione. ✨
È un mese speciale e magico, spesso carico di impegni e aspettative.
Tra qualche settimana tutti parleranno di buoni propositi per l’anno nuovo. Liste di obiettivi da raggiungere, traguardi da conquistare, versioni migliori di sé da costruire.
Sai, nella tradizione dello yoga, il momento più potente per seminare le proprie intenzioni non è il primo gennaio sotto i fuochi d’artificio: è il 21 dicembre, nella notte più lunga e più buia dell’anno.
E c’è una ragione profonda.
Ma prima di continuare, lascia che ti spieghi il significato di questo nome così particolare!
Sappi che tutto vibra e ha origine da una vibrazione e questo succede perché tutto è energia: l’intero universo è fatto di energia e nulla al suo interno fa eccezione.
Tra le infinite frequenze, prendiamo nello specifico la frequenza 432 Hz: è quella a cui vibra il nostro pianeta e che ci permette di entrare in risonanza con il suo cuore, con la natura e gli elementi (non è un caso che la musica a 432 Hz sia perfetta per attività come la meditazione, la visualizzazione e la pratica in generale!).
Noi umani siamo parte della natura e ne beneficiamo sia fisicamente che spiritualmente quando siamo strettamente connessi con essa; ecco perché entrare in risonanza con questa frequenza porta più armonia ed equilibrio nella vita.
Ma torniamo al nostro tema…
Oggi parleremo di Sankalpa e del solstizio d’inverno, un momento ideale per dare forma alle tue intenzioni e orientare con consapevolezza la tua vita.
🌒 Il potere dell’oscurità
Abbiamo imparato a temere l’oscurità, a evitarla, ma basta fermarsi a riflettere per accorgersi che non è vuota e spaventosa come appare, anzi…
L’oscurità è fertile.
Infatti, mentre corriamo verso la luce, magari inseguendo produttività e risultati visibili, la natura ci ricorda che la vera trasformazione avviene nel buio.
Il seme germoglia sotto terra, lontano dagli occhi. Il bambino cresce nel grembo materno, avvolto nell’oscurità. Le radici più profonde si sviluppano dove non c’è luce.
Detto questo, il solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno, quel momento di massima oscurità, è paradossalmente anche il momento di massima potenzialità.
Dal 21 dicembre in poi, ogni giorno guadagna un minuto di luce. È un punto zero, una pausa prima che inizi un nuovo ciclo ed è proprio in questo tempo “sospeso” che le intenzioni più autentiche possono essere seminate.
La tradizione dello yoga lo sa da millenni: quando la luce esterna si ritira, quella interiore può emergere con maggiore chiarezza.
È per questo che il solstizio può essere il momento perfetto per i Sankalpa.
🌱 Sankalpa: il pensiero seme che trasforma
Sankalpa è una parola antica, piuttosto familiare per chi pratica yoga e che forse anche tu hai già incontrato nella tua pratica.
Ma sai cosa significa davvero?
Molti traducono Sankalpa come “intenzione” o “proposito”, ma questa definizione coglie solo alcuni aspetti. La parola sanscrita è composta da:
– San → connessione con la verità più alta
– Kalpa → voto, determinazione
Sankalpa è un pensiero intenzionale, una volontà affermativa di raggiungere qualcosa (in questo contesto, qualcosa perlopiù di spirituale).
Non è qualcosa che vuoi ottenere dall’esterno. È una verità che riconosci già esistente dentro di te, che aspetta solo di essere risvegliata.
Gli antichi testi yoga lo descrivono come un “pensiero seme” e questa definizione è perfetta.
Proprio come un seme contiene già in sé tutto il potenziale dell’albero futuro, un Sankalpa racchiude una verità profonda, pronta a germogliare.
Queste intenzioni non vengono espresse tramite l’intelletto, ragionando su ciò che ci manca, da sensi di vuoto da colmare o da necessità; il rischio sarebbe di inciampare nell’espressione di desideri superflui.
Le intenzioni sono molto più potenti quando nascono dalla fiducia nell’abbondanza del cuore, sede del nostro Sé.
Ed è qui che si apre un abisso tra i classici buoni propositi e i Sankalpa autentici.
I buoni propositi nascono spesso da un senso di mancanza (facciamo qualche esempio):
– “Voglio perdere 10 kg” → nasconde che non sei abbastanza ora.
– “Devo essere più disciplinato” → presuppone che sei inadeguato.
– “Sarò una persona migliore” → giudica chi sei oggi.
Sono obiettivi misurabili, orientati al futuro, e va bene, ma il motivo per cui tante volte falliscono è che spesso ci tengono separati da chi siamo, sempre in inseguimento di una versione futura di noi stessi che non arriva mai perché non ci appartiene davvero.
Un Sankalpa, invece, parte da un’attitudine completamente diversa.
Non cerchi di diventare qualcosa. Riconosci ciò che sei già, profondamente.
Non è uno sforzo. È un riconoscimento. Non è una conquista. È un ritorno a casa.
Swami Saraswati lo definisce in modo chiaro così:
“[…] il suo effetto è di risvegliare la forza di volontà interiore unendo la consapevolezza cosciente con le forze inconsce che giacciono dormienti. Prende la forma di una frase espressa in modo chiaro e conciso, per determinare un cambiamento positivo nella propria vita.”
Si tratta di esprimere un’intenzione con lo scopo di trasformare la propria vita coinvolgendo nel cambiamento tutte le sfere che ci caratterizzano: corpo, mente, emozioni e spirito. Si può fare prima di qualsiasi pratica di yoga, prima della meditazione, all’inizio della giornata.
🧘🏼♀️ Sankalpa e Yoga Nidra: l’alleanza perfetta
Ogni Sankalpa diventa veramente potente quando viene seminato nello stato giusto della mente.
Non a caso di solito la maggior parte delle volte viene proposto durante la pratica di Yoga Nidra.
Lo Yoga Nidra è una pratica straordinaria che accompagna in uno stato tra la veglia e il sonno, dove la mente razionale si acquieta e l’inconscio diventa incredibilmente ricettivo. È in questo spazio che il Sankalpa può essere davvero piantato in profondità, come un seme nella terra più fertile.
In questo stato di rilassamento profondo, le difese della mente razionale sono dissolte. Non c’è più il critico interiore che giudica, non ci sono più dubbi che ostacolano.
Il Sankalpa scivola direttamente nell’inconscio, dove può raccogliere le vaste forze della mente per realizzarsi.
È un modo potente per rimodellare positivamente parti di noi, rimuovere blocchi e sciogliere conflitti mentali. Il nostro comportamento futuro, dopotutto, è determinato dal pensiero presente, e quale pensiero è più potente di uno piantato nel profondo, durante uno stato di totale apertura?
“Tu sei ciò che è il tuo desiderio più profondo.
Com’è il tuo desiderio, così è la tua intenzione.
Com’è la tua intenzione, così è la tua volontà.
Com’è la tua volontà, così è la tua azione.
Com’è la tua azione, così è il tuo destino.”
(Tratto da Brihandaranyaka Upanishad)
Esiste un profondo legame tra intenzione ed azione: la prima è infatti il seme della seconda. Il piano fisico è l’ultimo sul quale si manifesta la realtà; l’azione ha la sua origine nel desiderio che poi si manifesta sul piano materiale.
Riconoscere questo processo ci permette di vivere con più presenza e di scegliere consapevolmente la direzione del nostro cammino.
C’è una bellezza profonda in questo: proprio quando tutto sembra più buio, quando la notte domina, la luce inizia silenziosamente a ritornare. ✨
Il tuo Sankalpa è come quella luce. Non lo forzi, non lo insegui. Lo semini nel buio, fidandoti che germoglierà quando sarà il momento giusto.
E ogni volta che torni sul tuo tappetino, ogni volta che respiri consapevolmente, ogni volta che pratichi Yoga Nidra ripetendo la tua intenzione nel profondo, stai nutrendo quel seme.
Ed ora, ecco il mantra per questo mese:
“Nell’oscurità fertile, semino la mia verità”
Buon dicembre e buon solstizio! ☺️
Ps: Cosa hai imparato da questa newsletter, clicca qui per un breve quiz: https://yogaacademy.it/quiz-del-mese-sankalpa-e-solstizio-seminare-intenzioni-nella-notte-piu-lunga/
