Approfondimento scritto da Arianna Sorricchio, nuova insegnante di Hatha Vinyasa ispirato al Body Mind Flow.
Dal teacher training in Thailandia alla pratica quotidiana di fiducia e presenza
Dedica — A tutti coloro che, almeno una volta, hanno avuto il coraggio di arrendersi alla vita. A chi ha scelto la fiducia anche quando era difficile. Ai miei compagni di viaggio e alla mia maestra Denise.
Introduzione
Questa tesina nasce durante il mio Yoga Teacher Training in Thailandia e racconta una comprensione semplice e potente: arrendersi non è fallire, è aprirsi. Non è passività, ma affidamento vigile.
Nelle pagine che seguono intreccio un episodio di viaggio, la cornice dello yoga (con un passaggio chiave degli Yoga Sūtra) e ciò che la meditazione mi ha insegnato sul lasciar andare.
Il potere della resa e il cammino dello yoga
Tutto è cominciato ancora prima di arrivare. Parto da Dubai con il cuore pieno e arrivo a Bangkok in ritardo: perdo il volo per Koh Samui.
Mi comunicano che per quel giorno non ci sono altri voli; l’unica alternativa è la lista d’attesa.
Sei ore. Il tempo non passa mai quando sei in stand-by.
Dopo aver provato di tutto, accade qualcosa: mollo la presa. Cerco un hotel, prenoto il transfer, smetto di lottare contro l’imprevisto.
In quel momento sento con chiarezza che la resa non è sconfitta, ma apertura e affidamento. È lasciare che la vita sorprenda anche quando non segue i miei piani.
“La resa è il semplice ma profondo atto di dire sì a quello che è.” — Eckhart Tolle
Con il tempo ho capito che lo yoga non è solo disciplina fisica: è un cammino verso sé stessi.
“Yoga is not a work‑out, it’s a work‑in”
Attraverso āsana, prāṇāyāma e meditazione impariamo ad ascoltarci e ad accogliere ogni parte di noi.
La trasformazione accade quando smettiamo di combattere e iniziamo a fluire con ciò che è; quando lasciamo andare il bisogno di controllo e ci apriamo, con fiducia, alla vita.
Ho scoperto che non c’è forza più grande dell’umiltà: accettare i limiti, stare nel presente, fidarmi del corpo, della guida interiore e del flusso più grande in cui tutti siamo immersi.
“La resa non è debolezza, ma il segreto della vera forza. Quando ci arrendiamo all’Infinito, troviamo noi stessi.” — Paramahansa Yogananda
Meditazione e resa: il coraggio di stare
Meditare significa imparare a lasciare andare: controllo, aspettative, corsa dei pensieri.
Ogni volta che mi siedo in silenzio scelgo di arrendermi a ciò che c’è: respiro dopo respiro, accolgo ciò che si presenta senza giudizio.
Ecco che la meditazione diventa palestra di vita in cui alleniamo fiducia, accettazione e presenza.
Proprio come nella vita, i momenti più difficili offrono le lezioni più grandi: quando la mente si agita ma decidiamo di restare; quando tutto dentro chiede movimento e scegliamo la quiete.
Meditare non significa svuotare la mente, ma osservarla. È tornare al centro, dove tutto è calmo anche se fuori c’è tempesta. È un rifugio, ma anche uno specchio: mostra chi siamo, senza filtri
Il secondo sutra di Patañjali
Il secondo sutra degli Yoga Sūtra recita:
yogaś citta-vṛtti-nirodhaḥ: “lo yoga è la cessazione delle fluttuazioni della mente”.
Questo è il cuore della pratica: imparare a calmare la mente e a osservare i suoi movimenti senza identificarci.
Quando la mente si acquieta, possiamo contattare la nostra essenza, libera da condizionamenti, paure e desideri.
La meditazione è uno degli strumenti più potenti per praticare questo insegnamento: aiuta a riconoscere le vṛtti, pensieri, emozioni, reazioni e a lasciarle andare, tornando al presente.
La meditazione: che cos’è (e quante forme può avere)
Meditare è creare spazio interiore e osservare ciò che accade dentro e fuori di noi con presenza e non‑giudizio.
È uno stato dell’essere prima ancora che una tecnica, ed è il cuore dello yoga: attraverso di essa incontriamo la nostra vera natura, al di là delle identificazioni.
Esistono molte forme di pratica (centrate sul respiro, sull’ascolto, sul mantra, sulla benevolenza, sullo sguardo): la sostanza non cambia, l’invito è sempre quello di tornare, gentilmente, al qui‑e‑ora.
Suggerimento pratico (10 minuti): siediti comoda/o, colonna eretta. Porta l’attenzione al respiro. Quando la mente vaga, accorgitene e torna.
Conclusione: fidarsi del mistero
La resa non promette scorciatoie, ma toglie attrito e apre un varco.
È smettere di cercare di sapere sempre, per imparare a fidarsi della vita.
Ogni passo, anche se incerto, ci porta esattamente dove dobbiamo essere.
Mi porto a casa una nuova fiducia: in me stessa, nel mio corpo, nella vita.
E una consapevolezza profonda: solo quando ci arrendiamo, iniziamo davvero a vivere.
Bibliografia
Eckhart Tolle, Il Potere di Adesso, MyLife Edizioni.
Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi, Astrolabio.
Patañjali, Yoga Sūtra (a cura di Giorgio Sgamma), Edizioni Mediterranee.
B.K.S. Iyengar, L’albero dello Yoga, Edizioni Mediterranee.
Paramahansa Yogananda, Come risvegliare il tuo vero potenziale, Astrolabio.