APPROFITTA DELL’OFFERTA BLACK FRIDAY: ISCRIVITI ADESSO!

Il metodo Body Mind Flow

Mi presento...

Sono sempre stata una persona a cui piace uscire dagli schemi ed esplorare il non ordinario.

Ho iniziato a praticare yoga all’incirca 15 anni fa. Ho iniziato con il Bikram Yoga, per poi passare all’Ashtanga, all’Hatha e infine al Power yoga che è stato lo stile della mia prima formazione di 200 ore.

Con lo yoga è stato amore a prima vista, fin dalla prima volta in cui mi sono trovata su quel materassino, e ognuna di queste pratiche mi ha insegnato e dato tanto.

Dopo qualche anno, per caso (anche se il caso non esiste) ho conosciuto Tara, che è ancora oggi la mia insegnante e mentore, ideatrice del metodo Embodied Flow Yoga. Era qualcosa di completamente nuovo per me. Si tratta di un approccio integrativo allo yoga che combina movimento consapevole, filosofia tantrica, somatica, psicologia e mindfulness.

Quest’approccio somatico ha stravolto la mia pratica: da quel momento mi sono formata ed ho approfondito questo metodo per i successivi 8 anni. Oltre all’Embodied Flow ho continuato a sperimentare, metodi e insegnanti diversi, ed è per questo motivo che ho deciso di dar vita al mio metodo, il Body Mind Flow. Ho cercato di far sì che fosse l’insieme di ciò che più ha funzionato e risuonato in me.

Un viaggio
alla scoperta di sè

Il metodo fonde l’Hatha e il Vinyasa Yoga. Grazie all’aspetto somatico l’esperienza del corpo-mente è centrale ed interconnessa e il flow ne è una conseguenza intrinseca.

Mi piace descrivere il flow come quel momento di perfezione in cui tempo e sforzo spariscono e ci ritroviamo ad essere profondamente noi stessi, in tutta la nostra autenticità.

È una pratica più libera, esplorativa e personale rispetto ai metodi più tradizionali. Per questo motivo, l’esplorazione è uno dei suoi pilastri.

Come è nato il mio metodo?

Il mio metodo nasce anni fa, quando ho capito che non avrei potuto racchiudere in una “scatola” il mio stile, e così ho deciso di mettere insieme tutto ciò che avevo assorbito, tutto ciò che mi aveva permesso di evolvere, funzionando su di me e cambiando la mia pratica e la mia vita.

In questo stile lo stato di flow è centrale: ne sono sempre stata affascinata, fin da quando ero un’atleta professionista. Mi piace definirlo come quello stato di perfezione, di sforzo senza sforzo, di tempo senza tempo in cui sei completamente presente, connesso con te stesso, in cui sei semplicemente la miglior versione di te.

Sul materassino, tra asana, respirazione e meditazione, raggiungiamo un profondo stato di connessione, di presenza, di perfezione, uno stato di energia e vitalità che ci permette di andare oltre noi stessi.

I pilastri del mio metodo

1 - Il Respiro

Il respiro è la chiave della pratica e il ponte tra la mente e il corpo. È con questo che facciamo esperienza del nostro corpo, che riusciamo a rimanere presenti a noi stessi, attenti, consapevoli. Ci permette anche di muoverci e sentire il prana che scorre; con esso possiamo nutrire mente e corpo, lasciar andare ciò di cui non abbiamo bisogno, aprire le porte del nostro mondo interiore. È un’ancora che può condurci nello stato di flow.

Nel metodo, ogni movimento è sincronizzato con l'inspirazione o l'espirazione e questo crea un ritmo naturale che può facilitare l'entrata nel flow, poiché il corpo e la mente lavorano in armonia.

Il respiro profondo e consapevole aumenta la consapevolezza del corpo e questo aiuta a eseguire le asana in modo più preciso e sicuro, riducendo il rischio di infortuni e aumentando la qualità della pratica.

2 - Meditazione statica, in movimento e stato di flow

La meditazione è parte fondamentale della pratica: ci insegna l’ascolto consapevole, non analitico e senza giudizio, ci insegna ad abbracciare chi siamo, a non provare attaccamento.

Quando portiamo quello stato nel movimento, quest’ultimo cambia visibilmente. Ci muoviamo per “guarire” e lasciar andare l’energia stagnante, le contrazioni, i traumi, le emozioni inespresse.

Con il movimento consapevole ci radichiamo alla parte più vera e autentica di noi e le permettiamo di esprimersi, arriviamo ad esprimere chi siamo ed entriamo più facilmente nello stato di flow.

Questo stato è enfatizzato dal movimento spontaneo, libero che possiamo anche definire free flow: è proprio il potere di questa pratica ad offrire un’esperienza sempre diversa al praticante, unica e trasformativa.

3 - Presenza, ascolto, esperienza del corpo e nel corpo

Siamo presenti quando riusciamo ad allontanare i pensieri e il giudizio per rimanere soli con il nostro respiro, il nostro corpo-mente. Imparando ad ascoltare il corpo impariamo a conoscerci, a capire chi siamo e dove vogliamo andare.

È importante creare momenti di presenza in cui ci sintonizziamo profondamente imparando ad ascoltare la nostra saggezza interiore, quella del nostro respiro, del nostro corpo. Come uno strumento, il corpo può essere accordato e, come un fiume che scorre senza ostacoli, la nostra pratica ci permette di trovare sempre più connessione tra il microcosmo e il macrocosmo.

4 - Unione e connessione

Durante la pratica arriviamo a sperimentare e a fare esperienza di uno stato e una sensazione di unione, di profonda connessione con ogni parte di noi, con l’ambiente che ci circonda, con il Sé Universale, è l’unione di corpo, mente e spirito.

La pratica del Body Mind Flow è estremamente sensoriale e sensuale e dunque adattissima a farci scoprire un senso più profondo della vita, del benessere, di noi stessi. Per questo usare i sensi nella pratica è fondamentale: chi pratica, infatti, non si rende conto che muoversi nel flusso è un atto fisico, riguarda anche la vista, l’odorato, il gusto, le sensazioni, tutto ciò che è vivo, in azione.

5 - Ripetizione

Ripetiamo asana e sequenze per viverle più presenti, più consapevolmente, più connessi e per entrare più facilmente nello stato di flow. È un po’ come ripetere il ritornello di una canzone, che diventa sempre più facile, più bella e melodiosa.

Alterniamo momenti statici a momenti più dinamici senza mai perdere lo stato di presenza. Quando ripetiamo una sequenza e delle asana piano piano riusciamo a staccare sempre di più dallo “spazio del cervello” e riusciamo a goderci il movimento o l’asana, riusciamo ad eseguirla con maggiore presenza ed entriamo sempre più nel flow.

6 - Spazio interno ed esterno

Lo spazio è un’altra parola chiave nella pratica: è fondamentale essere consapevoli che lo spazio esterno ci sostiene, che siamo in relazione e ispirati ad esso.

Così come è fondamentale connetterci allo spazio dentro di noi che riguarda ciò che è tangibile come ossa, muscoli, tessuti, organi, i liquidi ma anche più intangibile come il prana, l’energia, i pensieri e le sensazioni.

È importante rendersi conto di quanto e come questi due spazi siano continuamente in relazione tra loro.

Questi spazi sono in costante dialogo e influenzano profondamente il nostro benessere fisico, emotivo e mentale. L'esplorazione consapevole di questa relazione può portare a una maggiore integrazione e armonia tra il corpo e la mente.

"Immergiti nel Body Mind Flow e lasciati trasportare da questa Unione sul tappetino e nella vita di tutti i giorni."