Eccoci al nostro prezioso appuntamento mensile, il nostro piccolo spazio in cui approfondire e sperimentare sempre di più lo yoga in tutte le sue angolazioni. ☺️
E a proposito di angolazioni, oggi vorrei riflettere insieme proprio su uno dei temi più importanti quando si parla di yoga oltre il tappetino.
Sto parlando degli Yama, un insieme di cinque raccomandazioni pensate per vivere in modo consapevole la relazione con se stessi, con gli altri e tutto ciò che ci circonda.
La parola “yama” deriva dal sanscrito e significa “briglie” o “redini” e viene spesso tradotta semplicemente con “restrizioni”.
Li ritroviamo nel testo “Gli Yoga Sutra di Patanjali”, una guida completa su come vivere e muoversi lungo il percorso della pratica, in cui i primi passi si concentrano proprio su come agiamo nel mondo e come agiamo verso noi stessi, ancor prima di iniziare a muoverci tra le varie asana.
Ma ora approfondiamo gli Yama uno ad uno!
- Ahimsa: non violenza
Un invito ad evitare pensieri o azioni che potrebbero danneggiare gli altri, inclusi se stessi e la natura. Ahimsa è considerato anche un invito a praticare la compassione e il non giudizio, accettare gli eventi così come sono, con il cuore aperto e lasciar andare la reazione istintiva nelle situazioni difficili.
Sul tappetino si pratica ahimsa trattando il corpo con gentilezza e osservando i propri limiti. Oltre il tappetino ci si può esercitare ad essere più gentili, ad accettarsi e accettare, a perdonarsi e a perdonare.
- Asteya: non rubare
Non prendere nulla che non sia stato dato volontariamente, ma anche non commettere o essere complici di furti, sfruttamento e oppressione. Non si riferisce soltanto ai beni materiali, ma anche all’ambiente e alle risorse altrui, tra cui tempo ed energia. Permette di rivolgere la consapevolezza a ciò che abbiamo, piuttosto che a ciò che ci manca e porta anche a non dipendere dagli altri per risorse come il tempo, l’energia o i beni materiali.
- Satya: verità in parole, pensieri e azioni
Satya significa astenersi dal dire bugie, parlare con gentilezza, compassione e chiarezza.
Nella pratica yoga, sii onesto con te stesso osservando il tuo corpo e onorando i tuoi limiti e oltre il tappetino osserva la realtà senza giudizio, impara a riconoscere le tue paure e le altre emozioni. Tutto questo ti permetterà di guardare più in profondità nei tuoi bisogni e desideri.
- Aparigraha: non avidità, non possessività e non attaccamento
Una massima yogica dice: “Tutte le cose del mondo sono da usare, ma non da possedere”.
Aparigraha fa riferimento alla non possessività: aiuta a raggiungere una relazione equilibrata con ciò che “possediamo”, riferendosi non solo agli oggetti, ma anche alle persone, alle azioni, ai pensieri, all’immagine che manifestiamo di noi stessi. Quando facciamo buon uso dei beni che abbiamo e ne godiamo senza diventare emotivamente dipendenti da essi, questi non possono esercitare alcun potere su di noi.
Possiamo praticare aparigraha lasciando andare le aspettative e gli attaccamenti, provando a non riempire la vita di “cose”, compresi pensieri e preoccupazioni, ma cercando di essere felici di ciò che abbiamo.
- Brahmacharya: conservazione dell’energia, moderazione
Tra tutti gli yama, questo è il più controverso. Brahmacharya è spesso tradotto come “castità” ma, in realtà, fa riferimento al dirigere l’energia lontano dai desideri esterni e a trovare pace e felicità dentro di noi.
Questo yama ci aiuta a diventare più sani, più saggi e più forti poiché quando abbiamo il controllo sui nostri impulsi e sui nostri sensi, otteniamo conoscenza, vigore e maggiore energia.
Ecco i cinque yama!
Ricorda sempre che tutto ciò che facciamo sul tappetino porta di certo grandissimi benefici, ma è solo un ramo del grandissimo albero dello yoga.
Una pratica completa non è fatta di solo movimento, respiro e concentrazione, è anche portare questo stato con noi quando finisce la lezione, quando mettiamo via il tappetino e decidiamo di portare quel benessere nelle nostre vite.
Il nostro viaggio di oggi si conclude qui, ma spero che questi piccoli spunti siano solo l’inizio di un percorso di esplorazione più grande della vita e che puoi percorrere proprio attraverso lo yoga.
Dentro la scuola trovi tanti contenuti dedicati a questi approfondimenti, ma non solo: ogni mese scegliamo un tema da approfondire attraverso le live con gli insegnanti della scuola.
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Prima di salutarti, ci tengo a lasciarti un mantra che potrai tenere come punto di riferimento in questo mese: “lo spazio della pratica è in ogni istante della vita”.
Ti auguro un Giugno pieno di sole! ☀️
A presto,
Denise
